La Corte d’Appello non ha accolto il ricorso della famiglia nel bosco. Intanto spunta un audio di uno dei bambini in un momento di paura.
L’ultima perizia relativa alla famiglia nel bosco ed in particolare sui genitori dei bambini, Nathan e Catherine, aveva parlato di “incapacità genitoriale”. Ora, un’altra novità: la Corte d’Appello dell’Aquila non ha accettato il ricorso dei genitori rimettendo la decisione al Tribunale per i minorenni. Proprio sui piccoli, però, ecco spuntare un retroscena. Un audio reso noto da Il Centro relativo ad un momento di grande paura avuto da uno dei bimbi.

Famiglia nel bosco: la decisione della Corte d’Appello
La famiglia nel bosco resta separata. La Corte d’Appello, sezione Minorile dell’Aquila, non si è pronunciata sulla decisione dell’allontanamento della madre dalla struttura in cui si trovano da cinque mesi i tre figli e ha rinviato la decisione al tribunale dei Minori. Secondo quanto si apprende, il ricongiungimento resta possibile, ma i genitori dovranno intraprendere un percorso graduale con un supporto psico-educativo.
L’audio rivelato su uno dei bambini
Intanto, Il Centro ha rivelato l’esistenza di un audio, una registrazione, che riguarda un momento di forte tensione vissuto da uno dei tre bambini di Nathan e Catherine. Il piccolo, il gemellino di sei anni, durante la notte, una delle tante passate separato dai genitori, ha vissuto qualcosa di veramente terribile gridando e chiedendo aiuto.
“Mamma, aiuto: ho paura di non tornare a casa“, sarebbero state queste le parole del piccolo emerse e registrate proprio dalla signora Catherine che si trovava, in quel momento, nel piano superiore rispetto a dove invece era il bambino. “Le grida salgono dal pianterreno e arrivano nella camera di Catherine. La madre le sente. Sa che il bambino è sotto. Sa che è vicino e irraggiungibile, dentro lo stesso edificio”, ha scritto Il Centro. Lo stesso media ha evidenziato: “Catherine prende il cellulare e registra. Non è un audio pensato per raccontare una scena. È un modo per lasciare una traccia di ciò che accade e per poterlo fare ascoltare a un terapeuta, per consultarsi su come evitare altri traumi”.